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Di cosa si tratta
E’ un esame per mezzo del quale sotto guida
ecografica viene introdotto per
via transaddominale
un ago
e prelevata una quantità di
liquido amniotico. La coltura delle cellule
contenute nel liquido, di provenienza fetale,
consente la diagnosi di molte patologie congenite ed
ereditarie.

Quando viene eseguita
L’amniocentesi può avere diverse finalità
Se eseguita tra 15ª e la 20ª settimana
Diagnosi delle anomalie cromosomiche (es. sindrome
di Down, sindrome di Turner ecc.), diagnosi dei
difetti del tubo neurale e, in qualche laboratorio
all’avanguardia, anche diagnosi di molte malattie
ereditarie come la fibrosi cistica, la distrofia
muscolare di Duchenne, la sordità congenita, qualche
forma di ritardo mentale ed altre. I tempi del
risultato dell’esame variano da laboratorio a
laboratorio ma in genere sono sempre superiori a 10
giorni. In qualche centro e anche possibile avere
dei risultati preliminari dopo 3 giorni dall’esame
grazie ad una tecnica particolare, questi risultati
hanno un’attendibilità del 90%.
Se Eseguita dopo la 20ª settimana
Un tempo eseguita per valutare la maturità polmonare
fetale secondo alcuni oggi ha perso il suo valore
secondo altri No. Viene comunque eseguita con
finalità diverse come ad esempio valutare il grado
di compromissione fetale in caso di eritroblastosi,
o confermare la diagnosi di malattia infettiva a
carico del feto.
La placenta anteriore puo'
essere di ostacolo?
Assolutamente no. Anzi secondo
qualche studio è da preferire. Il prelievo viene
fatto in questo caso passando con l'ago attraverso
la placenta stessa.
Comporta dei rischi?
Essendo una tecnica invasiva comporta dei rischi se
pur minimi: La percentuale di aborto dopo
amniocentesi varia da centro a centro con
percentuali che oscillano fra lo 0,5 % e lo 0,2 %.
Le possibili complicazioni comprendono: Emorragia,
di solito di scarsa entità e di poca importanza;
Infezione nella sede del prelievo, ormai davvero
rarissima e retaggio del passato purché eseguita in
centri qualificati; rottura delle membrane con
fuoriuscita di liquido dai genitali, ed induzione
del travaglio anticipato. Per quel che riguarda il
feto le possibili complicazioni sono l'aborto e la
puntura accidentale di parti del corpo, evenienza
fortunatamente sempre più rara ed oggi ridotta a
pochissime segnalazioni.
Vi sono delle alternative non invasive?
Si, il tritest e la nuchal translucency
(translucenza nucale) ma non al contrario
dell’amniocentesi il risultato che si avrà sarà
statistico e non di certezza, il vantaggio è che non
comporterà alcun rischio né per la madre né per il
feto. |